Un argomento che suscita pareri contrastanti è sicuramente l'esposizione digitale, ovvero se sia meglio sovra o sottoesporre
in fase di ripresa, ai fini di ottenere il massimo dalla nostra immagine in post produzione.
Ora io non voglio entrare in merito all'argomento, ma piuttosto cercare di dare una spiegazione logica a quello che effettivamente accade nel momento dello scatto.
Premesso di aver presente la struttura dell'istogramma (clicca qui per visualizzare l'articolo sull'istogramma)
noi ci ritroviamo a poter registrare da 0 a 255 valori di luminanza della scena, ma questi valori come vengono registrati dalla nostra fotocamera?
Penso che il punto sia proprio questo!!!
Bene noi tutti sappiamo che le nostre macchine fotografiche registrano le nostre immagini in file normalmente da 12 Bit tranne le ultime uscite che arrivano a 14 bit,
nonostante questo sia un dato che potrebbe risultare secondario, ai fini dell'immagine penso sia abbastanza determinante, nel senso che una fotocamera dotata di un convertitore digitale analogico (ADC)
da 12 bit è in grado di fornire 4096 livelli di profondita colore per pixel, mentre una da 14 bit ne fornisce 16384, quattro volte tanto rispetto alla precedente (vedere la Nota sul fondo).
Fatta questa precisazione scattiamo la nostra immagine e ci ritroviamo il nostro bell'istogramma in macchina diviso in 5 sezioni o settori (la cosa può passare inosservata)
che non fanno altro che dividere i nostri valori da 0 a 255 secondo la scala di grigio che percepisce l'occhio umano.
Ora i nostri 4096 livelli dovranno essere distribuiti su queste 5 sezioni, la logica sarebbe quella di dividere i nostri livelli in parti uguali per ogni settore, ma a causa della risposta
dei pixel alla luce, la metà di essi 2048 andrà attribuita alla 5° sezione quella più luminosa, poi si proseguirà con la metà della metà per cui avremo la 4° con 1024,
la 3° con 512, la 2° con 256 e l'ultima che registra le ombre con solo 128 livelli.
Adesso sta a voi decidere come esporre in digitale considerate solo che se andrete a sottoesporre andando a ritrovarvi con un istogramma compresso sulla sinistra tagliando fuori la sezione delle alte luci sulla destra,
partirete con un immagine che di per se ha esattamente la metà delle informazioni che potreste immagazzinare e non solo andreste anche ad aumentare il rapporto del rumore digitale.
Rumore digitale che è costante su tutto il nostro istogramma, e che è generato dalla luce (segnale) che sollecita i pixel, capite però che a parità di rumore il rapporto diminuisce nelle zone che registrano
più luce dando un file più pulito, ecco spiegato perchè anche a 100 ISO se schiariamo le ombre compare una mancanza d'informazioni unita al rumore digitale.
Per concludere il consiglio che mi sento di dare è quello di cercare sempre di sovraesporre, facendo sempre in modo di sfruttare il maggior numero di informazioni a nostra disposizione,
limitandoci a non bruciare le alte luci.
NOTA: i pixel hanno la caratteristica della profondità di tono espressa in ivelli, di conseguenza 1 bit genera 2 valori 0 e 1 (Bianco e nero senza tonalità di grigio), 4 bit generano 16 combinazioni possibili di 0 e 1 (2 elevato alla 4 potenza), considerando che la nostra immagine utilizza uno spazio colore formato da 3 canali RGB tale potenza va moltiplicata per 3 per cui un immagine ad 8 bit genera 256 livelli per canale ovvero 2 elevato all'8 x 3.

