Uno degli strumenti più utili in fase di ripresa digitale è l'Istogramma.
Esso non fa altro che rappresentare sotto forma di grafico la risposta del nostro sensore alla luminosità della scena che stiamo immortalando.
Il nostro Istogramma è in grado di rappresentare sull'asse orizzontale 255 toni di luminosità, più precisamente si parte da un valore 0 pari ai toni scuri come le ombre (nero),
per arrivare al valore 128 situato al centro del nostro Istogramma che stà ad indicare i mezzitoni (grigio) fino al 255 che raffigura le alte luci (bianco).
Mentre sull'asse verticale viene rappresentata l'entità di ogni singolo tono di luminosità, per cui più sarà presente un determinato valore sull'asse orizzontale tanto
più sarà alto il suo valore sull'asse verticale, la figura a fianco mostra chiaramente una scena ricca di toni medio alti con un picco evidenziato dalla riga rossa,
al contrario se il picco fosse raffigurato tra i valoti che vanno da 0 a 128 ci troveremmo davanti ad una scena particolarmente ricca di ombre o colori prevalentemente scuri.
Questa breve spiagazione fa capire come l'istogramma relazioni ciò che ci troviamo di fronte con ciò che viene registrato dal sensore della nostra fotocamera e con un pò
di esperienza riusciremo guardando la scena da fotografare a farci un idea dell'istogramma che ci ritroveremo.
L'istogramma ideale dovrebbe partire dal valore zero, salire fino al picco massimo intorno al 128 e riscendere fino al 255, ideale perchè si andrebbero a catturare tutte le informazioni
registrabili dal nostro sensore, ma le informazioni luminose presenti in realtà sono molte di più di 255, l'occhio umano ad esempio è in grado di percepire molte più
informazioni, sopratutto guardando scene con forti contrasti tra luci ed ombre per cui ci ritroveremo istogrammi inerenti a quelli sottostanti.
Dove si vede chiaramente che nel primo è presente una forte sottoesposizione con una perdita di molte informazioni contenute nelle ombre, al contrario nel secondo,
si ha una perdita delle alte luci, più comunemente detta bruciatura.
Le informazioni che cadono all'esterno del nostro istogramma verranno calcolate come nero assoluto se prima dello 0 e come bianco assoluto dopo 255, per cui in casi simili,
sempre relazionando ciò che abbiamo di fronte con quello che ci propone l'istogramma, sarà opportuno agire sulla correzzione dell'esposizione, in modo da far rientrare
gli estremi dell'istogramma all'interno del nostro grafico.

