Lo scopo di questo confronto è quello di verificare la profondità di campo di obiettivi di diversa lunghezza focale, argomento che suscita da sempre
molte perplessità ed a volte confusione sull'utilizzo dei vari obiettivi macro, c'è chi sostiene che un 50mm macro abbia più profondità di
campo di un 100 o 180mm chiusi entrambi allo stesso diaframma e chi, come il sottoscritto, segue la seguente regola:
"La profondità di campo resta invariata su obiettivi di diversa lunghezza focale a patto che vengano mantenuti in entrambi
lo stesso diaframma e lo stesso rapporto di ingrandimento"
Questa regola non fa altro che dire che se noi ci ritroviamo ad inquadrare la stessa porzione di immagine (stesso rapporto di ingrandimento), utilizzando lo stesso diaframma,
indipendentemente dall'obiettivo, ci ritroveremo con la stessa zona a fuoco.
Così ho deciso di verificarne la validità, ho preso il mio Canon 50mm f2,5 compact macro ed il mio Canon 180mm f3,5 L macro e mi sono messo all'opera, prima di
passare alla descrizione del test menzionerò qualche info sugli obiettivi usati.
Indubbiamente salta subito all'occhio la differenza di dimensioni, il 50 macro ha una lunghezza di 6,5 cm ed ha un filetto filtri da 52mm, nonostante
poi la lente frontale risulti essere molto più piccola. L'elemento frontale non ruota e durante la messa a fuoco, l'obiettivo si ellunga fino a 8,8cm dove,
raggiunge il massimo rapporto di ingrandimento pari ad 1:2.
Il 180 già nelle misure risulta essere più impegnativo, la sua lunghezza è di 18cm (25,5cm con paraluce montato) con un elemento frontale che monta filtri da 72mm,
elemento che non ruota e la messa a fuoco è interna mentre il suo massimo rapporto di ingrandimento è di 1:1.
Con l'AF inserito nel 50 non è possibile focheggiare a mano al contrario del 180, di contro il 180 a causa della sua lunghezza focale necessita l'utilizzo di un cavalletto e
di una testa molto stabili perchè il micromosso è sempre in agguato. Entrambi le ottiche possono essere utilizzate con buoni risultati anche in ambiti diversi dalla macrofotografia
pur ricordandosi che la messa a fuoco risulterà essere più lenta di un normale 50mm o 200mm.
Infine la minima distanza di messa a fuoco per il 50mm è di 22,8cm dal piano focale (14cm dallla lente frontale) mentre il 180 allo stesso rapporto 1:2 mette a fuoco a 66cm dal piano focale
(40,5cm tra paraluce e soggetto), al massimo rapporto di ingrandimento 1:1 ha una distanza minima dal piano focale di 48cm (22,5cm tra paraluce e soggetto).
Per ragioni di comodità il test è stato realizzato al chiuso, utilizzando una rosa secca e sullo sfondo una pianta distante circa 1,20m.
Su entrambi gli obiettivi è stato impostato un rapporto di ingrandimento pari ad 1:6, che ha comportato una distanza di scatto tra soggetto e piano focale
di circa 40cm per il 50mm e 140cm per il 180mm. Sono stati impiegati anche 2 Flash per poter conservare un'esposizione pressoche identica con tempi di scatto
decenti anche quando il diaframma è stato chiuso a f11 e f16.
Oltre ai flash è stato utilizzato un cavalletto con staffa micrometrica, per la messa a fuoco una volta impostato il rapporto di ingrandimento, così ho
effettuato la prima serie di scatti con il 50mm, poi ho posizionato il 180, dovendo variare altezza e distanza di scatto, cercando allo stesso tempo di avvicinarmi
alla porzione di immagine inquadrata precedentemente, con un risultato non uguale ma molto vicino, considerando che comunque le prospettive dei 2 obiettivi sono molto
differenti, ed ho effettuato la seconda serie di scatti.
I diaframmi utilizzati sono stati quelli più comunemente usati in fotografia: f3,5 / f4 / f5,6 / f8 / f11 / f16