In questo breve articolo spiegherò come utilizzare la funzione riguardante la taratura fine dell' auto focus,
presente ormai in molti modelli sul mercato.
L'introduzione di questa fantastica opzione ci permette di andare a regolare entro certi limiti, il front e back focus delle nostre ottiche,
riuscendo in tal modo a tirar fuori il massimo che la nostra attrezzatura può dare.
Prima di iniziare vorrei chiarire con due parole il verificarsi di questa noia, che in estremi casi ci costringe a ripiegare in assistenza,
nel momento in cui andiamo a premere per metà il pulsante di scatto, il nostro corpo macchina esegue la messa a fuoco sul punto da noi selezionato,
producendo normalmente un suono acustico a conferma della sua riuscita, in realtà per un discorso legato alla circuiteria sia elettrica che meccanica della nostra attrezzatura,
può verificarsi che il punto di massima nitidezza e la sua relativa profondità di campo (generalmente 1/3 davanti al soggetto e 2/3 dietro) non cada esattamente nel punto di
fuoco da noi prefissato, ma che si vada a posizionare leggermente avanti o dietro al nostro soggetto, generando un front o back focus.
Inutile dire che i tele (soprattutto i più luminosi f2,8) saranno le lenti che più gioveranno di questo piccolo intervento, che non solo ci permetterà di
perfezionare il nostro AF, ma ci darà la possibilità di decidere in che punto dovrà cadere la profondità di campo rispetto al punto di messa a fuoco.
A tale proposito si trovano diverse fonti online, una di queste è quella di fotografare un piano inclinato di 45 gradi rispetto al piano focale, io personalmente trovo questo metodo non
completamente corretto o per lo più approssimativo, dato che comunque si va a mettere a fuoco un piano non parallelo al piano focale del nostro sensore, per cui,
con un minimo di manualità, mi sono autocostruito questo rudimentale strumento, formato da un piano che risulta essere perfettamente parallelo al piano focale, grazie al
sistema di allineamento dato dai 4 fori sul piano ed i relativi pallini rossi su di un piano posteriore, e da un altro, formato da una scala positiva e negativa, che va ad incrociare sullo zero il piano appena citato,
dando la possibilità di verificare dove va a posizionarsi la nostra profondità di campo.
Per riuscire nel nostro intento consiglio di utilizzare questi passaggi:
- Scattare in JPEG
- Impostare nitidezza e contrasto in macchina al massimo, in modo da aver ben visibile gli estremi della nostra profondità di campo
- Impostare una sensibilità ISO che ci permetta di utilizzare tempi di sicurezza
- Impostare il diaframma a tutta apertura
- Impostare il sollevamento dello specchio
- Porre la macchina su di un cavalletto alla minima distanza di messa a fuoco
- Allinearsi al piano da mettere a fuoco con l'ausilio se necessario di una bolla per slitta flash o della testa
- Collegare lo scatto remoto per ridurre al minimo le vibrazioni
- Assicurarsi che l'impostazione "taratura fine dell'AF" sia sullo zero
- Effettuare la messa a fuoco sul nostro piano e scattare la prima foto

