Workflow Digitale

X-rite Colorchecker

La gestione del colore digitale è tuttora lo strumento che più ci permette di raggiungere risultati ottimali, questo argomento a volte snobbato, come non essenziale o come troppo complicato, da la possibilità di avere il pieno controllo su quello che è tutto il percorso fotografico, dal momento in cui schiacciamo il pulsante di scatto a quello in cui andremo a visionare la nostra stampa.
Cercherò di affrontare gli argomenti in maniera semplice e concisa evitando di entrare troppo nel merito tecnico, ma cercando di dare una panoramica teorica e pratica che permetterà un approcio digitale corretto.
Lo scopo di questo processo è quello di darci una gamma tonale fedele, della scena che ci si presenta davanti, al momento dello scatto e di riuscire a mantenerla fino alla stampa, grazie a delle piccole regolazioni effettuate su ogni periferica che tratterà il nostro file. Tengo a precisare la necessità di scattare in RAW utilizzando una profondità a 16 bit, con lo spazio colore ProPhoto RGB e quantomeno quella di esporre correttamente la nostra fotografia, per una buona riuscita.

Profili Camera RAW
Risultati Script Canon EOS 1D MarkIII

Profilo Fotocamera
Prima di iniziare, voglio ringraziare Mascian (moderatore del nostro forum "PowerPhotography" che ha messo questa guida dettagliata nella sezione Post Work, sulla calibrazione delle fotocamere).
Come prima cosa andremo a creare un profilo per il nostro corpo macchina, che ha la funzione di andare a compensare le differenze di colore, tra la scena immortalata e quelle che ci restituisce il nostro sensore. A tale proposito voglio premettere che la Adobe con la presentazione di Photoshop CS4 e di Lightroom 2.2 ha decisamente fatto un passo in avanti, implementando in camera RAW (fig. superiore), una serie di profili associabili ai singoli corpi macchina di ottima resa, che vanno a sostituire la procedura che andrò a descrivere di seguito.
Per poter creare questo primo profilo occorre munirsi del pannello della X-rite (visibile in foto, ed acquistabile da Aproma Store al prezzo di 75 euro), una volta in possesso del pannello dovrete attendere una bella giornata limpida e con il sole che sia a circa 45°(questo per avere una temperatura colore di 5000K, anche se sconsigliato io ho fotografato con il sole di mezzogiorno ritrovandomi una temperatura colore di 5050K), dovrete posizionare quest'ultimo in modo che sia ugualmente illuminato e senza che ci siano riflessi presenti (io l'ho appoggiato a terra e l'ho fotografato verticalmente con l'ausilio di un cavalletto). Dopo averlo posizionato dovete selezionare la lettura spot ed andare ad esporre la quarta patch grigia in basso a partire da sinistra, utilizzando un valore Iso che sia il più basso possibile ed il bilanciamento del bianco in automatico.
Vi consiglio di effettuare diversi scatti intervallati da circa 5/10 minuti in modo d'avere più possibilità di riuscita e l'ideale sarebbe farlo per ogni ottica in possesso per evitare eventuali dominanti legate al singolo obiettivo. Aprendo Camera Raw dovete portare tutti i controlli a zero tranne luminosità a 50 e contrasto a 25, La curva di contrasto deve essere quella lineare e non dovete apportare alcuna modifica anche se la foto risulta essere opaca. Regolate il WB con la pipetta WB sulla quarta patch grigia da sinistra e se siete stati fortunati dovreste ritrovarvi una temperatura colore che va dai 4800 ai 5200 diversamente dovete ripetere gli scatti, ovviamente non dovranno essere presenti parti sovraesposte.
Se i requisiti necessari saranno superati potete aprire il file direttamente in Photoshop e con lo strumento pennino tracciate un percorso cliccando sulle 4 patch seguenti: 1(marrone) 19(bianco) 24(nero) 6(ciano). Ottenendo così un percorso ad "U" (come in figura), a questo punto basterà lanciare lo script (ACR_Calibrator_CC24 reperibile online), mantenendo le voci predefinite, al termine del suo lavoro (la durata dipende dalle prestazioni del vostro PC) otterrete il vostro profilo!!!
A questo punto lo script vi chiederà di aprire il file Raw usato per la calibrazione ed i valori saranno copiati in esso (file xmp abbinato). Sempre con Camera Raw aperto, salvate queste impostazioni, ricordandovi di variare la voce che riguarda il bilanciamento del bianco che dovra essere impostata su "Come Scattato" ( questo per tutti gli scatti successivi alla calibrazione).
Nel caso in cui lo script dia come risultato un delta di errore (DE) superiore a 2,5 dovrete ripetere gli scatti, personalmente mi è andata bene alla prima prova.

File per lo script Canon EOS 1D MarkIII
Ambiente Di Lavoro

Profilo Monitor
Sono sicuro che vi sarà già capitato di trovare commenti negativi ad una foto particolarmente bella per voi, postata ad esempio in un forum, riguardo a colori ombre e luci, dove magari avete anche perso ore in fase di post produzione andando a fare regolazioni finissime, od anche più semplicemente di guardare le vostre foto da un amico riconoscendone una netta diversità bene la causa di queste anomalie è proprio da ricercare nella calibrazione del vostro monitor, ossia quello che voi vedete a video non è proprio quello che in realta dovrebbe essere, ecco perchè nasce la necessità di andare a creare un profilo per il monitor. A tale proposito ci si può affidare agli spyder sia dell'X-rite (serie EyeOne) che della Datacolor (spyder), io ho acquistato lo Spyder3 Pro della Datacolor-Colorvision (la serie Spyder parte da circa 100 euro, sempre acquistabile da Aproma Store), lo trovo molto valido e di facile utilizzo. Prima di passare alla descrizione della procedura di calibrazione gradirei spendere due parole riguardo all'ambiente di utilizzo del PC, che ricopre un ruolo inportante nella visualizzazzione a monitor delle nostre immagini, fondamentale è riuscire a mantenere le condizioni di luce presenti nel nostro ambiente di lavoro il più costante possibile, questo comporta di non avere una finestra direttamente puntata sul monitor, anzi l'ideale sarebbe eliminare ogni fonte di luce naturale o promisqua ed utilizzare solo luce artificiale con una gradazione pari a quella del sole, a tale scopo è possibile recuperare sia neon che lampadine ad incandescenza ricoperte da una sorta di filtro azzurro che va a correggere la gradazione Kelvin. Una volta installato il software basta eseguire le semplici istruzioni a video per ritrovarsi nel giro di 10 minuti il proprio profilo che verrà caricato automaticamente ad ogni avvio del PC, durante la procedura lo Spyder che verrà appoggiato al monitor, andrà a leggere dei target colore di determinati valori che confrontati con i valori da lui letti genereranno un profilo per il nostro monitor, oltre a tale lettura se si utilizzano dei monitor deskstop e non portatili si andrà a regolare anche il punto di bianco e di nero andando ad agire manualmente su luminosità e contrasto del monitor.
Va ricordato che la calibrazione deve essere effettuata periodicamente visto che i monitor sono soggetti alla variazione delle proprie impostazioni, di conseguenza non dico tutti i giorni o settimane ma sarebbe buona cosa effettuare una taratura bisettimanale.

Patch Stampa

Profilo Stampante
La stampante risulata essere l'ultima periferica da calibrare, per chi non ne è in possesso può sempre farsi fornire il profilo dal proprio laboratorio di fiducia e verificarne gli effetti in photoshop prima di inviare i file da stampare. Il profilo per la nostra periferica di output risulta essere un binomio tra il modello utilizzato ed il tipo di supporto, quindi se foglio lucido, semilucido o matte ed anche la marca stessa del foglio, questo perchè vengono si corrette le differenze di tonalità riproducibili dalla stampante, ma c'è da riconoscere che tale sfumature risulteranno diverse in base al tipo di foglio utilizzato, di conseguenza pur avendo un unica stampante ci servirà un profilo per ogni tipo di carta utilizzata.
Per creare questo tipo di profilo serve uno strumento chiamato spettrofotometro, che ha la proprietà di andare a leggere dei campioni di colore, dai valori ben precisi, su di un target da noi stampato con la nostra stampante, ricavandone di conseguenza un profilo che compensi le differenze di tonalità. Questo strumento è commercializzato dalle stesse aziende citate per la calibrazione dei monitor, con dei costi a parer mio fuori portata per un uso privato, a partire dai 300 euro, ecco perchè io mi sono unito ad un amico e ci siamo affidati a "PhotoActivity", attualmente oltre a fornire un servizio serio ed altamente qualitativo, commercializza un infinità di prodotti che spaziano dalla stampa tradizionale a quella Fine Art, che con il costo di 50 euro + iva ci ha fornito un profilo professionale grazie all'utilizzo di uno spettrofotometro della Barbieri.
Per prima cosa dobbiamo procurarci il tipo di carta, dopo di che basta andare sempre sul sito di PhotoActivity entrare nella sezione shop e scaricare la Patch a 1512 tacche visibile in foto, seguendo le istruzioni, spiegate nei minimi dettagli sul sito, andremo a stampare questo target con la nostra stampante sul supporto scelto, una volta eseguito dovremo solo spedire questa stampa a PhotoActivity, che grazie al loro spettrofotometro Barbieri, creerà e ci invierà per mail il nostro profilo.
Una volta ricevuto il profilo creato, prima di tutto occorre copiarlo nella cartella di sistema in cui sono contenuti i Profili ICC, in Windows tale cartella ha un percorso del tipo: C:\WINDOWS\system32\spool\drivers\color mentre per Mac ha un percorso del tipo: User\Library\ColorSync\Profiles.
Ora potete aprire Photoshop, sistemare la vostra immagine ed andare a stamparla settando queste ultime opzioni che andrò ad elencarvi di seguito (che trovate sempre spiegate nel dettaglio su PhotoActivity). Prima di proseguire vorrei ricordare per chi non è in possesso di una stampante e riesce ad avere il profilo dal proprio laboratorio di fiducia, può cliccare in photoshop su Visualizza/ImpostaProva/Personale dove selezionando il profilo del laboratorio o della stampante e l'intento di rendering avrà, sempre selezionando dal menù Visualizza sia Prova Colori che Avvertimento Gamma, un anteprima a video del suo file stampato, con in più segnati in grigio i colori fuori Gammut, che verranno renderizzati in base all'intento scelto.

Prova Colori

Generalmente se utilizzate le normali reflex digitali vi ritroverete un rapporto pari a 3:2 che purtroppo non è quello del normale foglio A4 per cui prima di andare in stampa ricordatevi di ritagliare la vostra immagine con lo strumento taglierina, impostando 21cm x 29,7 con una risoluzione ottimale di 300 pixel/pollice, dopo di che potete selezionare il menù stampa dove andrete a selezionare il proprio modello di stampante, nella voce "Trattamento del colore" selezionerete "Gestione effettuata da Photoshop", in profilo stampante quello caricato per la vostra periferica ed in fine come intento di rendering viene consigliato il percettivo senza compensazione del punto di nero perchè lo incorpora automaticamente.

Settaggi Stampa

Ora cliccate sempre nella stessa finestra su "Formato di Stampa" per andare a settare il driver di stampa, selezionerete per cui il tipo di carta utilizzata (fotografica professionale se carta lucida), la qualità (Alta), poi fondamentale è ricercare tra i vari menù di stampa l'opzione che elimina ogni intervento da parte del driver di stampa sul colore, perchè la procedura verrà totalmente gestita da Photoshop, solitamente questa opzione si trova con la dicitura "Correzzione Colore" nella quale dobbiamo selezionare "Nessuna" e come ultima opzione se la vostra stampante lo supporta selezionate stampa senza bordo, in modo da ritrovarvi le foto in pieno formato come se arrivate da un laboratorio. Generalmente esiste la possibilità di salvare questi settaggi per evitare ogni volta di andare a riselezionarli uno alla volta, così vi basterà selezionare le impostazioni per ogni singolo tipo di carta.

Spero di essermi reso utile con questa mini guida sulla gestione del colore, ed invito chiunque a contattarmi per eventuali spiegazioni in merito, premetto che ogni singolo passaggio è scritto basandomi solo ed esclusivamente su esperienze testate da me, devo riconoscere che con una cifra tutto sommato ridotta (75 euro per la tavola X-rite, 150 euro per lo spyder3 e 50 euro per il profilo di stampa, per un totale di 275 euro) ed impensabile fino a qualche tempo fa, si è in grado con una semplice stampante inkjet di generare stampe qualitativamente uguali se non superiori a quelle dei LAB da laboratorio, senza contare che si ha il totale controllo su tutto quello che è il processo fotografico.

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